giovedì 1 dicembre 2016

La youtuber Sofia Viscardi: “I miei video piacciono perché racconto cose vere”

Youtube è un universo parallelo in cui nascono e crescono stelle luminosissime. Una di queste è Sofia Viscardi, bionda 18enne che a suon di video ha conquistato la fiducia di un vasto pubblico: più di 661.000 iscritti al canale del Tubo, dove le visualizzazioni totali hanno superato quota 52 milioni, 1,3 milioni di followers su Instagram, 464.000 seguaci su Twitter e 195.000 su Facebook.   



Si rivolge agli adolescenti come lei ma la ragazza ha altre frecce in faretra, come dimostrano la partecipazione al programma tv di Corrado Augias Quante Storie e il romanzo Succede, che con più di centomila copie vendute arriverà a breve sul grande schermo.   
Davanti alla platea dello IAB Forum 2016 ha menato le danze spiegando come è riuscita a imporsi con uno strumento di facile accesso ma difficile consenso come Youtube. «Il grande seguito fa piacere, non ci si abitua mai ed è gratificante ma per me è cambiato poco, nel senso che continuo a dividermi tra la scuola e i miei video, interagendo con i miei fans e frequentando le mie cinque amiche del cuore».  
Come e quando è nata la passione per i video? 
«Ho guardato tantissime clip sul Tubo, così un giorno ho pensato di farne uno. Il difficile era però trovare chi lo guardasse, poi invece gradualmente sono arrivate tante visite e perciò sono andati avanti».   
Quanto e cosa richiede la preparazione di un filmato? 
«Mio zio fotografo mi ha insegnato le basi per utilizzare una camera, così sono riuscita a superare i primi impacci e fare video, una pratica che, anche oggi che sono più esperta, richiede almeno una o due ore di tempo».   
Essere un modello per tante coetanee è un onore o un peso? 
«Nessun peso, sono una giovane ragazza con dei sogni e delle passioni, cui piace confrontarsi con gli altri ma che non bada alle critiche perché sono testarda e decido cosa fare senza farmi influenzare».   
Obiettivi futuri? 
«La maturità è la priorità, poi viaggerò in attesa di capire cosa fare all'Università». 

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