mercoledì 11 marzo 2015

Melissa P. e le critiche per l'acne: "Posso avere i brufoli che voglio senza nascondermi"

A seguito del silenzio post-eliminazione, Melissa P. torna a parlare dell’Isola dei Famosi su Facebook. Mellissa però si è soffermato per le numerose critiche sui social ai suoi brufoli: “per tutta la durata del gioco – ha scritto Melissa dal suo account - i social hanno preferito sorvolare sulle mie attività sull'isola (le storie del terrore raccontate di notte in capanna, il fatto che insegnassi meditazione kundalini ai miei compagni, le interpretazioni dei sogni che facevo agli altri tutte le mattine, la lettura di tarocchi e stelle), concentrandosi tantissimo sui miei brufoli. Io ho l'acne dall'età di dieci anni. 


Ora che ne ho ventinove, posso dire di aver speso gran parte della mia vita in compagnia dei brufoli. Uno dei motivi che mi hanno spinto a partecipare al reality è stato quello di mostrare i miei crateri e le mie cicatrici all'Italia intera, convinta che esibire la propria vulnerabilità e la propria vergogna sia il primo passo verso la guarigione. L'esplosione dei brufoli non ha origini solo ormonali e alimentari, ma anche psicologiche. Più ci si vergogna dei bubboni, più quelli vengono fuori implacabili; più li copri, più loro faranno di tutto per farsi notare. Io ho imparato a parlare con il mio sebo, come con le piante, e dopo averle provate tutte (perché quelli che dicono "perché non ti curi?" con aria di scherno si meriterebbero almeno un herpes labiale) ho capito che forse sarebbero andati via quando avrei cominciato ad accettarli e invitarli sulla mia faccia per fare picnic. L'occasione non poteva essere migliore. Adesso posso andare al supermercato senza fondotinta, ormai sono sputtanatissima, libera di avere tutti i brufoli che voglio senza dovermi nascondere. Le battute e le cattiverie non mi feriscono (francamente ho ricevuto insulti peggiori), ma mi fanno pensare che la gente è probabilmente molto confusa: le rughe sono il grande terrore del secolo, quindi ispirano misericordia e dolcezza; i brufoli, invece, no. E' come se chi ha l'acne se la sia, in qualche modo, cercata. Non la vedono come una malattia, ma come un'onta di cui liberarsi. Ieri è toccato anche a Cristina Buccino essere insultata per i suoi brufoli. Platinette, che già mi diede della poco di buono a diciassette anni, mi ha qualche giorno fa provocato su questa faccenda dell'acne. Platinette soffre di una malattia che è l'obesità, ma non per questo ho avuto la maleducazione di farglielo notare. Così come nessuno, ipocritamente, fa notare a chiunque altro un difetto fisico o un handicap. L'acne è l'unica cosa che gli altri si sentono in diritto di attaccare, probabilmente perché chi ne soffre dà l'idea di essere un adolescente e si sa quanto gli adulti si sentano in diritto di criticare e attaccare i teenager. Di solito chi ti fa notare di avere i crateri (guarda che ce l'ho uno specchio, deficiente) è ricoperto di rughe o di psoriasi, ma quelli vanno bene, quelli sono accettati. Persino le pubblicità sono razziste: le creme contro le rughe gettonatissime, quelle contro i brufoli vanno solo in fascia protetta, che sennò i bambini piangono. Un tabù. Una maledizione. Sapete tutti che con Cristina non ho un rapporto idilliaco, ma vorrei dirle di camminare a testa alta, senza nascondersi dietro il ciuffo di capelli o dietro la scusa dei mosquitos. Siamo umani, fatevene una ragione”.

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